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Sulla spiaggia di Marina
Sulla spiaggia di Marina
alle otto della sera
quando gli ombrelloni sono chiusi
e la gente è andata a cena,
son rimasto seduto sulla sabbia
con i piedi accarezzati dalle onde
a meditar sulle vicende umane
guardando il calmo mare della sera.
Mi sovvien di Normandia la spiaggia
piena di figli di madri morti
per liberar l’Europa si erano mossi
dai lontani lidi erano salpati tutti.
Mentre io continuo nei miei pensieri
accarezzati dal calmo mare della sera.
Vedo una spiaggia ancor oggi nera
dove bombe cadono a grappoli
a flagellar donne, bambini e madri
che fuggon dalle lor case rotte
come pecore matte verso terre ignote,
mentre il sol tramonta mesto
sul calmo mare della sera.
Guardo l’onda
che alla sponda si avvicina
e s'infrange sulla battigia
mentre arriva subito dopo
un’altra onda di supporto
che mi accarezza non solo i piedi
ma mi bagna tutto il corpo.
Quando ancora ero bambino
in agosto alla colonia dovevo andare
al mar di Pesaro vicino.
Sul cannone della bicicletta
il papà al treno mi portava
per raggiunger con altri bimbi
la colonia che ci aspettava.
Le bombe di cadere eran cessate,
la guerra da due anni era finita,
ma la colonia era ancora bombardata.
Il seminario vescovile ci ospitava
e in fila al mattin due per due
come tanti soldatini
alla spiaggia in riva al mar si andava
a giocare con la sabbia e a bandiera
e il bagno coi bagnini si faceva.
Alla sera sempre in fila
al seminario si tornava
quando il mare calmo la battigia
accarezzava.
A nanna sulla brandina dopo cena
la mamma io cercavo,
che mi sussurrasse una cantilena;
una lacrima sul viso mio scendeva
finché il sonno fra le sue braccia
mi prendeva
e fino al mattino stretto mi teneva.
Mentre il calmo mare della sera
continuava a bagnare la battigia nera.